“Angeli di ghiaccio” da oggi in libreria

Angeli di ghiaccio

“Angeli di ghiaccio” di Maria Elisa Gualandris

Collana Giallonero – 19 euro

Ci sono risvegli che azzerano ogni certezza, capaci di trasformare la custode della legge nella sua prima, inevitabile preda.

Inizia con un incubo a occhi aperti il nuovo thriller psicologico di Maria Elisa Gualandris, “Angeli di ghiaccio”, in uscita per la collana GialloNero. Dopo il felice esordio di “Solo il buio”, la giornalista e scrittrice torna a tessere le lamine di una tensione scura e implacabile, riportando sulla scena la magistrata Rosa Spini, questa volta però spogliata della sua toga e scaraventata nel fulcro del più terribile dei sospetti.

La narrazione si accende nel silenzio spettrale della notte del Venerdì Santo, dentro le mura della chiesa di Valpoiana, un borgo montano isolato dal resto del mondo. Quando Rosa riapre gli occhi, il tempo sembra essersi spezzato: le sue mani sono macchiate di sangue e, a poca distanza, giace il corpo senza vita di una donna. Il vuoto della memoria è totale, un buco nero che ha inghiottito le ore precedenti e ogni spiegazione razionale. Per una donna abituata a guidare le indagini e a cercare la verità oltre ogni ragionevole dubbio, il ribaltamento è drammatico e immediato: da inquirente a indiziata numero uno, con gli occhi di una comunità ostile e diffidente puntati addosso.

Da questo incipit claustrofobico si dipana un noir serrato in cui l’indagine ufficiale si intreccia a una disperata ricerca interiore. Rosa Spini si trova costretta a indagare su se stessa, a dare la caccia ai propri ricordi per dimostrare un’innocenza di cui lei per prima, nel profondo, teme di non essere del tutto certa. È un viaggio che attraversa le ombre e i rancori di una valle che non dimentica, dove il presente si mescola a vecchi femminicidi rimasti senza colpevole e a segreti che la neve ha protetto per troppo tempo. Per salvarsi, la protagonista dovrà scavare non solo tra gli indizi materiali, ma soprattutto tra le piaghe e i traumi mai rimarginati del proprio passato.

A fare da perfetto contrappunto a questo dramma intimo è la montagna stessa, che Gualandris non usa come semplice sfondo, ma evoca come un personaggio vivo, gelido e respingente. Le atmosfere richiamano le suggestioni sospese e affilate del noir nordico, innestandosi con naturalezza nella grande tradizione del giallo italiano contemporaneo. Grazie a una profonda accuratezza dei dettagli tecnici e procedurali, frutto del background professionale dell’autrice, il romanzo procede con un realismo magnetico e un ritmo incalzante, promettendo di tenere il lettore con il fiato sospeso fino all’ultimo, inevitabile segreto.

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