“La colpa di tacere” di Daniela Dawan
Collana Varianti – 18 euro
Un processo. Un segreto. Una verità che può distruggere tutto. Giustizia, memoria e identità nel nuovo romanzo di Daniela Dawan.
C’è un confine sottile, quasi invisibile, che separa la verità processuale dalla verità del cuore, e nessuno sa raccontarlo con la precisione e l’intensità di Daniela Dawan. Nel suo nuovo romanzo, “La colpa di tacere”, l’autrice ci trascina in un viaggio magnetico tra le aule di giustizia e gli abissi della memoria familiare, partendo da una domanda che scuote le fondamenta della nostra identità: cosa resta di un uomo quando le certezze del diritto si scontrano con il caos dei sentimenti?
Il protagonista, Jacopo Cardoso, è un magistrato di Cassazione che ha fatto della forma e del rigore la sua corazza. Abituato a giudicare seguendo il perimetro stretto delle norme, si ritrova improvvisamente tra le mani il ricorso sulla strage di Prati del Vezza, una località immaginaria che dà voce agli eccidi realmente accaduti durante l’occupazione nazifascista. Quello che dovrebbe essere un freddo esame di carte giudiziarie si trasforma però in un cortocircuito emotivo senza precedenti. Tra i faldoni del processo emergono infatti legami inattesi con la sua stessa storia personale: un padre ricordato come un eroe che forse nascondeva complicità inconfessabili, e una madre anziana che custodisce una memoria mai elaborata, fatta di omissioni e segreti.
Daniela Dawan, che porta in queste pagine tutta l’autorevolezza della sua carriera come avvocato penalista e Consigliere della Suprema Corte di Cassazione, nominata per “meriti insigni”, usa la sua esperienza nel mondo del diritto non per dare risposte certe, ma per aprire interrogativi necessari. Con la lucidità di chi conosce i meccanismi della legge e la sensibilità della grande narratrice, l’autrice racconta il disorientamento di un uomo costretto a guardare oltre la regola per scoprire che il silenzio individuale è spesso l’eco di una rimozione collettiva.
“La colpa di tacere” è un romanzo che porta a riflettere, a interrogarci sul peso delle identità negate e sulla trasmissione della colpa tra generazioni e a ricordarci che la verità ha sempre un costo, pubblico e privato, ma che tacere è forse la colpa più grave di tutte.
“Confessioni sospese” di Melissa Turchi
Collana Varianti – 20 euro
🥇Romanzo vincitore del Premio speciale della giuria nel Concorso Città di Siena per opere inedite 📚
Ci sono incidenti che non lasciano ferite solo sul corpo, ma che squarciano il velo di apparente normalità di intere famiglie. Inizia così, su una strada buia della Puglia, il nuovo romanzo di Melissa Turchi, “Confessioni sospese”: con il ritrovamento di Simonetta Betti, investita e ridotta in coma, un evento tragico che diventa il catalizzatore di una fitta rete di menzogne, tradimenti e silenzi troppo a lungo custoditi. Da questo nucleo di mistero, l’autrice costruisce una storia intensa e stratificata, un mosaico emotivo dove ogni tassello rivela una confessione rimasta in sospeso per anni.
Al centro della narrazione si muovono Christian e Katia, due anime in fuga dai propri fantasmi. Lui cerca di scappare da una provincia italiana soffocante, lei tenta disperatamente di non affogare nei ricordi legati all’atelier di famiglia, un luogo che profuma di felicità ma anche di rimpianti. Attorno a loro ruota una comunità fatta di sguardi che nascondono storie e figure segnate da lutti e relazioni irrisolte. In questo scenario, la posta in gioco si fa altissima e i protagonisti si ritrovano davanti a un bivio atroce: restare prigionieri di un passato rassicurante, ma tossico, o rischiare tutto per costruire un futuro diverso? Le confessioni di Christian e Katia attendono solo di essere ascoltate, ma il prezzo da pagare potrebbe cambiare per sempre le loro vite.
Melissa Turchi, che dopo il successo di “Parole in grammi”, conferma la sua straordinaria sensibilità nell’esplorare le dinamiche umane e la psicologia del profondo. In “Confessioni sospese”, la sua penna accompagna il lettore dentro le zone d’ombra dei personaggi con una delicatezza rara, affrontando temi universali come la dipendenza, il senso di colpa e quella solidarietà femminile che spesso diventa l’ultima ancora di salvezza. Un’opera viscerale, dedicata a chiunque creda che la redenzione sia possibile solo attraversando il coraggio della parola.
“Guida letteraria all’Umbria” di Cristina Gatto
Collana Luoghi e libri – 18 euro
L’Umbria come un libro aperto: il viaggio letterario di Cristina Gatto
Esistono luoghi che non si limitano a farsi visitare, ma che chiedono di essere letti come le pagine di un romanzo, capaci di trasformarsi in ponti verso dimensioni inaspettate. L’Umbria è esattamente uno di questi territori: una regione sospesa tra una luce mistica e un silenzio antico, che si rivela autenticamente solo a chi decide di abbandonare i sentieri più battuti per cercare un’esperienza di viaggio fatta di parole e memoria. Con la sua nuova “Guida letteraria all’Umbria”, Cristina Gatto ci invita a riscoprire il cuore verde d’Italia non solo attraverso i suoi itinerari fisici, ma attraverso l’anima di chi, nei secoli, ne ha cantato la bellezza.
Il volume si propone come una chiave d’accesso privilegiata a un paesaggio che da sempre ispira poeti e pensatori. Pagina dopo pagina, il lettore viene accompagnato in un percorso che intreccia la spiritualità delle laudi di Jacopone da Todi e il Cantico delle creature di San Francesco alle suggestioni più moderne di Carducci e D’Annunzio. La guida si articola attraverso sette passeggiate d’autore tra borghi e città, arricchite da un itinerario speciale dedicato ai simboli acquatici della regione: il Lago Trasimeno, le Fonti del Clitunno e la Cascata delle Marmore. Qui, la narrazione si accende seguendo le tracce del Romanticismo inglese, ripercorrendo i passi di Lord Byron e la sua capacità di trasformare la natura in emozione pura.
Cristina Gatto, umbra di nascita e docente di lingua e letteratura inglese, mette a disposizione del lettore una competenza rara, maturata tra studi accademici e una profonda passione per la fotografia e il viaggio. La sua scrittura rifugge la freddezza delle guide tradizionali per abbracciare la filosofia del turismo lento e consapevole: ogni piazza, ogni scorcio e ogni sentiero descritto diventa un frammento di un racconto più ampio, dove il territorio non è un semplice sfondo ma un protagonista vivo. È un invito a rallentare, a guardare il paesaggio con gli occhi della mente e a lasciarsi guidare dalla letteratura per cogliere l’essenza più profonda di una terra senza tempo.
“Guida letteraria all’Umbria” è un’opera evocativa, dedicata a chiunque creda che viaggiare significhi prima di tutto imparare a leggere il mondo con occhi nuovi.


