Fabrizio Dardo convince la grande critica nazionale

L’attenzione dei media nazionali per “Al servizio di Cavour” di Fabrizio Dardo si è consolidata in queste settimane grazie a due firme d’eccezione della critica letteraria italiana, che ne hanno sottolineato il valore come operazione narrativa e storica.

L’inserto culturale Robinson de la Repubblica del 18 gennaio ha dedicato un ampio spazio al romanzo con una recensione firmata da Piergiorgio Paterlini. Il noto giornalista italiano definisce l’opera un classico romanzo d’avventura, lodandone la capacità di muoversi con estremo equilibrio su due binari paralleli: la grande Storia e il dramma individuale.

Paterlini evidenzia come il libro sappia essere contemporaneamente demodé e attuale, portando il lettore nella Torino del 1854, tra le tensioni della guerra di Crimea e il dibattito sulla laicità dello Stato. Uno dei passaggi più significativi dello stralcio critico riguarda la profondità dei temi trattati:

“E la missione personale? Qui non siamo più alle tematiche dei diritti e dei privilegi ma tocchiamo nientemeno che il mistero del Male”.

Il desiderio di vendetta del protagonista, Bartolomeo Leseni, contro il tenente Richerme, diventa per il critico il motore di un racconto che sa come muoversi tra i diversi piani, confermando la polivalenza di un romanzo scritto bene.

A questa autorevole voce si aggiunge quella di Ida Bozzi, che in una recente recensione sul Corriere della Sera ha salutato con entusiasmo l’esordio di Dardo nella narrativa. Bozzi sottolinea come il romanzo riesca a far rivivere l’atmosfera frenetica di Torino poco dopo lo storico Connubio tra Cavour e Rattazzi, popolando la scena di figure reali come Don Bosco o la Bela Rosin.

La critica del Corriere della Sera apprezza in particolare l’efficacia nel mescolare i misteri, salotti (e vendette), definendo il protagonista Bartolomeo, soprannominato Tromlin, un personaggio originale e capace di guidare il lettore tra i palazzi del potere e le locande della Torino ottocentesca.

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Questi prestigiosi riconoscimenti confermano come “Al servizio di Cavour” non sia solo un accurato romanzo storico, ma una narrazione capace di parlare al pubblico odierno attraverso temi universali come la giustizia e la vendetta.

Desideriamo ringraziare sentitamente Piergiorgio Paterlini, Ida Bozzi e tutti i giornalisti che con il loro acume critico hanno dato risalto a questa opera. Grazie a tutti per l’attenzione!

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