Figlia degli anni 80 e del mare, che ha deciso di volere sempre accanto, insieme ai gatti, Marina è un’anima inquieta che spazia tra il design, la scrittura e l’insegnamento. La moda è il suo pane quotidiano, che ama e odia, e che ha deciso di raccontare a modo suo fin dall’inizio: prima con Open, il suo Concept Store dedicato ai brand emergenti, poi con Temporary Store ed eventi; con il suo progetto di abbigliamento e accessori, che unisce slow fashion, scrittura, upcycling e sostenibilità, al quale cambia nome con cadenza triennale. Parla poco, ascolta molto e scrive…pure troppo. Per contenere le sue riflessioni e (s)parlare di moda ha aperto un blog, ha scritto svariati libri, tra cui il saggio di contro-tendenza Sfashion, e collaborato con diverse riviste online e offline. Quando deve parlare, lo fa volentieri in classe: ama stimolare le menti e il pensiero critico, per questo dal 2010 la troviamo nelle aule di scuole come Polimoda, Marangoni e GSC (Amman), ma anche delle scuole medie, perché “non è mai troppo presto per essere consapevoli”. Co-fondatrice del portale Sfashion-net dedicato a brand indipendenti e della rivista Weave Magazine, prima ed unica in Italia a parlare di slow culture. Attualmente scrive settimanalmente di consumo critico per L’Indipendente, quotidiano nazionale senza padroni.
Per entrare nel suo caos iper-cromatico digitare www.morgatta.com