Un bicchiere di cristallo, una memoria che brucia.
Torino si tinge di mistero tra fantasmi familiari, ombre irrisolte e la sete di un senso che sfugge.
Giacomo, quarantenne torinese in trappola tra la routine e la disillusione, si ritrova davanti a un oggetto banale: un cilindro di cristallo dimenticato nello scolapiatti. Basta il tocco e il passato comincia a pulsare. La figura della zia Piera riaffiora tra oggetti, vecchie lettere, sensi di colpa e apparizioni inquietanti. La casa si popola di voci segrete, la notte sussurra risposte che non vuole sentire, il confine tra allucinazione e realtà vacilla.
Non c’è nessuna fuga romantica al mare, solo pioggia, tensioni di coppia, e il peso di una vita che pare valere meno di un bicchiere. In un intreccio che mescola il quotidiano con il soprannaturale, le ferite della memoria si aprono, dal fantasma di una Torino postbellica all’ossessione di scrivere, dall’apatia coniugale alle pagine ingiallite di un diario che reclamano ascolto.
Un viaggio sotto pelle che scava nei dettagli di una storia familiare e cittadina, tra realismo magico e ricerca di riscatto.
Chi leggerà non guarderà più gli oggetti di casa con gli stessi occhi.