Sono i rischi del mestiere, si disse remissiva. Non era la prima giornalista a subire minacce e intimidazioni. Non sarebbe stata l’ultima. Eppure il pugno che la centrò sulla mandibola la colse di sorpresa. Le gambe cedettero, ma non crollò solo perché l’uomo la tenne sollevata. Le lacrime trovarono la via d’uscita, come un’onda che supera una diga.
A Samagno, paese di fantasia sul lago Maggiore, all’interno di un’auto viene ritrovato il cadavere della giornalista Caterina Sala. Non è un’indagine facile per Scalabrin. La ragazza non ha mai nascosto di provare forti sentimenti nei suoi confronti, senza essere ricambiata. Ora che lei non c’è più, il commissario si rende conto di non averla mai conosciuta davvero. Il poliziotto e la sua squadra si addentrano nella vita privata e professionale della giovane: gli ultimi appunti di Sala riguardano dei lavori di ristrutturazione di una casa di riposo comunale e una strana vicenda relativa ad alcune false operazioni eseguite in uno studio veterinario. Ma le indagini prendono una svolta inaspettata quando Scalabrin scopre che Stana Popovic, una ragazza che aveva un appuntamento con la giornalista, è scomparsa senza lasciare traccia. Una brutta storia si nasconde dietro i due eventi, una storia che lascerà a pezzi il commissario Scalabrin con la sola consolazione delle sue lacrime.
Sergio Cova è nato a Varese dove vive con la sua compagna Ilaria, il piccolo Francesco e cinque gatti. Finalista in diversi concorsi, ha vinto due edizioni del premio NebbiaGialla con pubblicazione sul Giallo Mondadori. Collabora con Delos Digital nelle collane Sherlockiana Delos e...
Leggi il resto