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La banda dei pensionati

novità
La banda dei pensionati
titolo La banda dei pensionati
autore
collana Varianti
editore Morellini
formato Libro
pagine 192
pubblicazione 09/2018
ISBN 9788862986137
media voto
5/5 su 1 recensione
 

Abstract

Una banda di arzilli vecchietti disturba la tranquilla Torino con azioni criminali degne di un film. In una ideale Babele, la città fa da scenografia al difficile - ma spesso comico - dialogo tra giovani e anziani, italiani e stranieri
13,90
 
Spedito in 2 giorni

Disponibile anche nel formato

Viviana ha adottato due nonni e si ritrova circondata dai vecchi che popolano il “quartiere geriatrico” della periferia torinese, con i loro problemi di soldi e solitudine, depressioni senili e vitalità al minimo.
Viviana è anche una giovane donna bizzarra, con un ossessivo interesse per le orecchie di chi incontra, e per infondere la gioia di vivere, coinvolge il gruppo di onesti pensionati in azioni sempre più criminali, li stimola con anfetamine e li rallegra con infusi di cannabis. Presto imparerà una preziosa lezione di vita: mai lasciare un Kalashnikov tra le mani di un anziano affetto da Parkinson.
Nel frattempo, la donna allaccia una relazione sentimentale con Bojan, serbo kosovaro esiliato da un campo nomadi. Il tutto in un’ideale Babele dove ognuno parla la sua lingua: i giovani non capiscono i vecchi, i vecchi non capiscono le istituzioni, gli italiani non capiscono gli stranieri e faticano a comprendersi anche tra di loro.
 

Biografia dell'autore

Scagliola Alessandra

Alessandra Scagliola, è nata e vive a Torino. È giornalista e blogger di Alice in Phobicland.
Ha pubblicato il romanzo La pulce nel deserto (Socrates, 2007) e, in collaborazione con Patrizia Tagliamonte, la guida Londra – Il gusto autentico della città (Castelvecchi Ultra, 2012).

Questa storia inizia con il furto di un supporto per una katana, anzi, no, questa storia nasce dalla campagna “Adotta un nonno nella tua città”. La città è Torino e chi racconta, reclusa in un penitenziario, è una giovane donna di nome Viviana che ha scelto i suoi due nonni adottivi, Amedeo e Clelia, e che si è trovata coinvolta nelle vite di una moltitudine di anziani che abitano in un brutto e fatiscente caseggiato di periferia. Amedeo, afflitto dal Parkinson e dalla sordità, sua moglie Clelia, diabetica e cieca da un occhio, Rita, inseparabile dalla sua bombola di ossigeno, Felicita, che ha le vene varicose alle gambe ma anche un “cervello lucido come un pavimento tirato a cera”, Candida, una “pettegola bastarda più fastidiosa dei sintomi di un’infezione vaginale di cui porta il nome” sono i vecchi abbandonati a se stessi ma perseguitati dalle dentiere, dall’Inps, dalle Asl e dalla povertà. E, si sa, “una vita d’inferno sulla terra annulla ogni timore su una possibile, e posticipata nel tempo, punizione divina”. È così che, quasi per scherzo, Viviana si trova a capo di una vera e propria banda impegnata nel recupero di una refurtiva; da questo momento, come in un Helzapoppin dei giorni nostri, furti al supermercato, calabresi della ‘ndrangheta, zingari malavitosi, kalasnikov e pistole danno il via a una serie di avventure spericolate che hanno il loro teatro nel cimitero e che provocano guai e ferimenti. L’esito è estremamente deludente. L’insuccesso dell’impresa, anziché calmare e far desistere gli arzilli vecchietti da altre pericolose iniziative, dà loro il via ai preparativi per una spedizione ancora più ardita e ambiziosa: dopo una cena luculliana a base di prelibatezze rubate con notevole perizia, perché “ognuno, ogni tanto, ha il diritto di mangiare qualcosa di buono; questa frase dovrebbe comparire nella Costituzione di ogni nazione del mondo”, dopo la visione di film sulle grandi rapine, dopo la sostituzione delle tranquille partite a carte con un vero e proprio seminario di addestramento ai furti, la banda si prepara a un colpo colossale: una Banca.
Inutile dire che Viviana finisce in prigione, meno preoccupata del suo processo che della misteriosa sparizione dei suoi vecchi: di loro non c’è più nessuna traccia.
Ci sarà, in seguito, la rivelazione che … No, non è possibile raccontare il finale, bellissimo, quasi la scena di un film nel momento in cui scorrono i titoli di coda; no, non è possibile rovinare la serie di colpi di scena che si susseguono a un ritmo forsennato… E tuttavia è necessario dare la giusta importanza alla storia d’amore tra Viviana e il serbo kosovaro Bojan, è necessario ricordare la dolcissima felicità che conclude la storia di Rita, è doveroso dire che questa avventura ha al suo centro “una malinconia” capace di uccidere e infine che nella moltitudine dei personaggi tra i quali ci sono anche il cane Hemingway e il gatto Oberdan, imprescindibili, la angolese Abiba e la zingara Luminita, emerge come in un’insegna luminosa il senso più vero di tutta questa bellissima storia:
“Tocca sempre stare molto attenti alle barriere, raramente sono dove le si cerca”.

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Rassegna stampa per La banda dei pensionati

La banda dei pensionati – Rassegna stampa web
Nel quartiere geriatrico tra solitudine e paraossi

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