La leggenda d'Asseu

La leggenda d'Asseu

La leggenda d'Asseu La leggenda d'Asseu

Per raccontare una leggenda bisogna tornare indietro nel tempo fino al momento in cui la realtà si confonde con il mito.  Le leggende liguri sono le migliori, perché questa terra testarda rifiuta ancora oggi di rivelare tutti suoi segreti, e il mito fa parte del suo quotidiano.

 Siamo dunque in Liguria, in un villaggio piccolo piccolo e senza nome, all'epoca in cui l'amore è eterno, i pirati feroci e gli angeli scendono spesso sulla terra per combinarne qualcuna delle loro.

In questo villaggio piccino picciò vivono due giovani così belli, puri e perfetti nel corpo e nei pensieri che non possono che innamorarsi e dare origine a una leggenda: il prode Trigoso e la bella Riva.

Di loro non sappiamo nulla, tranne il fatto che sono l'uno prode e l'altra bella. Un po' pochino, certo, ma in fondo quando ci si innamora non c'è bisogno di sapere nulla.

Com'è, come non è, Riva e Trigoso si innamorano e decidono di convolare a nozze.

Il giorno del matrimonio, tutto il villaggio fa festa, perché i nostri sposini sono amati da tutti.

I pescatori staccano le stelle marine dalle loro reti per ornare la chiesa. I fornai preparano un banchetto degno del matrimonio del Re del mare e le vecchie comari decidono, per un giorno, di non dire cattiverie.

Riva giura il suo amore a Trigoso. Trigoso promette il suo cuore a Riva. Poi i musicisti iniziano a suonare e il vino a scorrere.

Niente può rovinare una tale felicità.

Assolutamente niente.

Tranne i feroci pirati saraceni.

Non si sa bene il perché, ma al tempo del mito i pirati sono tutti saraceni e feroci, e i nostri non fanno eccezione.

Arrivano al villaggio e lo mettono a sacco. Qualcuno potrebbe discutere sulla maleducazione di questi predoni che, con tanti villaggi, decidono di attaccare proprio quello in cui stanno festeggiando un matrimonio. Bisogna però considerare che questi poveracci hanno attraversato il mar mediterraneo in cerca di tesori e assetati di distruzione. Non è che possono risparmiare tutti i porti in cui si celebra uno sposalizio, o una festa patronale, o la saga dell'acciuga. Il lavoro è lavoro e i feroci pirati saraceni hanno a casa delle famiglie che aspettano il loro ritorno.

L'intero villaggio è messo a ferro e fuoco.

La chiesa è saccheggiata, così come tutte le case, le botteghe, le barche sulla spiaggia. 

I pirati però non sono ancora soddisfatti. Il paesino è povero e il bottino non è all'altezza. Per arrotondare, i ladroni decidono di prendere anche le donne. 

Detto fatto, tra urla e pianti le donne vengono caricate a forza sulla nave. Non tutte le donne, a dire il vero: le vecchie comari vengono lasciate a terra. Solo le fanciulle più belle ed esili vengono rapite.

Ovviamente, la bella Riva è tra le prescelte. Trigoso, essendo prode, si oppone e lotta per salvarla, ma nel tumulto della battaglia qualcuno gli rifila un colpo in testa che lo tramortisce.

Quando il nostro eroe riprende i sensi, la sua amata è già a bordo e la nave ha salpato l'ancora. Disperato, Trigoso corre sulla spiaggia e urla il nome della sposa perduta.  I saraceni lo vedono e, essendo feroci per definizione, lo trafiggono a morte con una sventagliata di frecce.

Il meschino cade, maledicendo il destino per averlo fatto nascere eroe tragico e non avergli concesso di vivere da povero pescatore anonimo.

Riva vede morire il suo innamorato e decide di vendicarlo. Infatti la bella Riva è anche coraggiosa, così come il prode Trigoso è, anzi era, ahimè, anche affascinante. La nostra bella e prode Riva si getta  dunque contro il malvagio capitano pirata, nel disperato tentativo di vendicare Trigoso. Il comandante però, che è malvagio ma anche atletico, si difende e pugnala la sventurata.

Il corpo di Riva cade in mare, che si tinge di rosso a causa del sangue dei due innamorati.

Il Mediterraneo è un mare sentimentale e, testimone di questa triste storia, si fa carico della vendetta di Riva e di Trigoso : un'ondata travolge la nave pirata, facendo precipitare negli abissi i bauli ricolmi dei tesori rubati.

Più tardi, quando il buio scende a coprire il rosso del sangue, gli angeli decidono che l'amore e il coraggio dei nostri due giovani sposi merita di essere ricordato. Un battito d'ali e dal mare,  nel punto esatto in cui Riva è scomparsa fra i flutti, sorge un grande scoglio dalla forma di campana: lo scoglio Asseu. Un altro battito d'ali e i ciottoli della spiaggia su cui è caduto Trigoso intonano un canto melodioso e triste.

Da quel giorno, il villaggio si chiama Riva Trigoso, in omaggio a quell'amore così puro da sfidare la morte. Lo scoglio Asseu, ci ricorda ancora oggi questa leggenda, e molte altre leggende e storie accadute in seguito in quel villaggio. 

La leggenda non lo dice, ma qualcuno giura che in alcune notti si possa ancora intravedere la sagoma di una giovane donna sullo scoglio Asseu, e che una musica triste e dolce sorga per incanto dai ciottoli sul bagnasciuga.

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