EXTENDED BOOK • "Wallis Simpson. Una sola debolezza" • La casa di Wallis

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Quello che Wallis ha sempre cercato, e avuto solo alla fine, è stato un luogo dove vivere, una casa vera: senza patria, senza famiglia, senza nulla da fare, in giro per il mondo in una continua messa in scena di una storia d’amore perfetta.


Alla fine Wallis ha creato per il suo duca una specie di reggia, un nido elegante ma accogliente che ha arredato con estremo gusto e raffinatezza, con una visione che precorreva i tempi (vedi la cabina armadio per lui e per lei): e, massimo della vita per gente come loro, sempre preoccupati del denaro, la residenza nel Bois de Boulogne a Parigi è stata messa a loro disposizione quasi gratuitamente. Per bizzarria ironia della sorte, la casa è stata acquistata da Al Fayed, che ne ha fatto una sorta di museo: ed è stato correndo verso la villa dei duchi, che Dodi voleva orgogliosamente mostrare a Diana, e dove forse voleva dichiararsi, che lui e la principessa hanno perso la vita sotto il ponte dell’Alma.  

La sala da pranzo nei toni del Wallis blue, il colore creato da Mainbocher per il suo abito da sposa, giallo e luminoso il salotto, gli specchi ovunque, i trompe l’oeil che mimavano giardini esotici e legavano interni ed esterni, oriente e occidente: la duchessa aveva curato ogni dettaglio con evidente amore.




Nello studio accanto alla sua camera da letto David aveva voluto la scrivania su cui aveva firmato il documento di abdicazione, e ogni ripiano era occupato da foto di Wallis o di loro due insieme: 28 solo in quei locali!






Altri ritratti della duchessa dominavano i bagni, quello del duca severo ed elegante, ipertecnologico per l’epoca, quello di Wallis superdecorato quasi a creare la illusione di essere in un giardino d’inverno.






Un dettaglio mitico, che rende l’idea della cura ossessiva di ogni particolare: la parete del suo boudoir la aveva voluta nella precisa sfumatura della sua cipria, appoggiando il piumino sul muro bianco perché i tinteggiatori potessero essere il più fedeli possibile all’originale. In fondo al letto i cuscini che riprendevano le forme dei loro cagnolini, i figli che non avevano avuto; accanto, la favolosa cabina armadio degna della Carrie di Sex and The City!

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