EXTENDED BOOK • "Lady Constance Lloyd. L'importanza di chiamarsi Wilde" di Laura Guglielmi • Filmografia

EXTENDED BOOK • "Lady Constance Lloyd. L'importanza di chiamarsi Wilde" di Laura Guglielmi • Filmografia

EXTENDED BOOK • "Lady Constance Lloyd. L'importanza di chiamarsi Wilde" di Laura Guglielmi • Filmografia EXTENDED BOOK • "Lady Constance Lloyd. L'importanza di chiamarsi Wilde" di Laura Guglielmi • Filmografia

Nei film che raccontano la vita di Oscar Wilde, Constance appare come un’ombra inquietante oppure è ritratta come una tipica moglie vittoriana. Su YouTube, si possono trovare diversi documenti, tra cui la versione integrale de “Il garofano verde” (The Trials of Oscar Wilde) diretto da Ken Hughes nel 1960. Anche se è datato, paradossalmente qui la figura di Constance, interpretata da Yvonne Mitchell, ha più respiro che in altri film, anche se non lascia intravedere quanto Lady Lloyd fosse protagonista della sua vita.
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Il critico del New York Times, Bosley Crowther, in quell'occasione concluse la sua recensione con queste parole: "L'unica cosa che ti chiedi è se questo è un personaggio credibile. Se il signor Wilde fosse stato così nobile ed eroico come appare nel film, che cosa stava facendo con quei giovani? Ci sembra che stiano cercando di imbiancare un caso molto spiacevole, il più famoso e meno nobile della storia letteraria." 
Sempre nel 1960 uscì un altro film, “Oscar Wilde”, per la regia di Gregory Ratoff, con Phyllis Calvert nella parte di Constance, che anche qui è molto presente. Entrambe le pellicole uscirono nell'ultima settimana di maggio, tanto che la recensione su Variety venne intitolata, "Rivalità queer". Una curiosità: è stata tagliata una scena dove Wilde abbordava un ragazzino che vendeva giornali all’angolo di una strada nebbiosa di Londra. Ebbe meno successo del "rivale queer" anche perché era stato girato con un budget inferiore. "Il Garofano Verde", tra l’altro, era in versione technicolor.
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Sette anni dopo, ma è come se ne fossero passati cento, i Rolling Stones per promuovere il singolo "We Will Love you" girarono un video promozionale diretto dal regista Peter Whitehead, che includeva, oltre alle immagini del gruppo in sala d'incisione, anche una rievocazione del celebre processo ad Oscar Wilde, con Jagger, Richards e Marianne Faithfull rispettivamente nei ruoli di Wilde, del Marchese di Queensberry, e di Bosie.
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Wilde, diretto da Brian Gilbert nel 1997, con tra gli altri Stephen Fry (Oscar Wilde) e Vanessa Redgrave (Lady Speranza Wilde). Bella storia, con qualche voluta imprecisione sul rapporto tra Constance, interpretata da Jennifer Ehle, e Oscar.
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The Happy Prince (L’ultimo ritratto di Oscar Wilde) che vede per la prima volta Rupert Everett nei panni di regista. È un bel film del 2018 con l’attore inglese che recita la parte di Wilde e che racconta gli ultimi tristi anni di vita dello scrittore, dopo l’uscita dal carcere. Constance è interpretata da Emily Watson. 
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A Reading, il noto carcere dove fu imprigionato Oscar Wilde, nel 2016 è stato organizzato un evento di arte contemporanea, “Inside” con opere tra gli altri di Nan Goldin e Felix Gonzalez-Torres. Inoltre, Patty Smith ha letto il “De Profundis”, l’opera che Wilde ha scritto proprio in quella prigione. È intervenuto anche Rupert Everett, leggendo l’opera in versi “La Ballata del carcere di Reading”.
Anche Constance è entrata tra quelle mura, 120 anni prima, nel 1896. Partì dalla Liguria, dove aveva trovato rifugio, per dare personalmente a Oscar Wilde la notizia della morte della madre, Lady Speranza. 
Guarda qui il progetto.
Leggi qui l'articolo del The Guardian a riguardo.
Guarda qui Patti Smith mentre legge il “De Profundis”.
Guarda qui Rupert Everett legge la Ballata del carcere di Reading.
Guarda i documentari su Oscar Wilde, dove a Constance non è stato dato lo spazio dovuto “Wilde by himself” e "Oscar Wilde".
Ascolta qui la voce originale di Oscar Wilde che recita i versi finali della Ballata, anche se il Guardian sostiene si tratti di una fake news (qui l'articolo).
Guarda qui un video veloce ed efficace sulla vicenda processuale di Oscar Wilde, che si conclude mettendo in evidenza che, anche se oggi in Occidente l’omosessualità non è più un delitto, ci sono ancora tanti esseri umani nel mondo che  vengono discriminati.





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